PA digitale, urgente cambiare passo

(VUnews) PERUGIA 9 giugno ’22 – PA digitale, è urgente un cambio di passo. È quanto emerge da “Vivere e valutare la digital life” il secondo rapporto sul valore della connettività in Italia presentato oggi 9 giugno da Censis in collaborazione con Windtre che verifica se e in che misura in ambiti di vita significativi gli italiani beneficino delle opportunità digitali.

Tre gli ambiti approfonditi: il rapporto dei cittadini con la digital PA e i suoi servizi; il rapporto degli italiani con il web con un focus sulle tipologie di connessione e le aspettative verso i servizi e gli operatori tlc, e, infine, gli approcci soggettivi ai contenuti culturali e di entertainment fruibili tramite le piattaforme del web, con un’attenzione particolare al giudizio degli italiani sugli effetti che stanno avendo sulla società.

Rispetto al primo ambito, il rapporto dei cittadini con la digital PA, il 50,5% degli italiani dichiara di utilizzare personalmente i servizi online quando disponibili, l’11,3% li utilizza ricorrendo all’aiuto di qualcuno, che sia un familiare, consulenti o Caf. Il 30,7% si rivolge fisicamente allo sportello dell’ente o ufficio interessato ed un ulteriore 7,5% utilizza il telefono. Utilizzano i servizi digitali della PA il 79,6% dei giovani, il 78,2% dei laureati, il 69,1% degli uomini ed il 65,6% nel Nord Est. In estrema sintesi si può dire che a 6 italiani su 10, direttamente o indirettamente, capita di ricorrere alla PA digitale.

Per il 54% degli utenti dei servizi digitali, la digital PA funziona male. Il malfunzionamento ha cause antiche: il 31,4% dei cittadini lo imputa all’eccesso di burocrazia, cioè ai troppi adempimenti, autorizzazioni e controlli, il 29,2% al fattore umano, ovvero dipendenti poco motivati, non licenziabili, con pochi incentivi per i più meritevoli, il 17,5% alla cattiva organizzazione e scarsa cultura del servizio e dei diritti dei cittadini ed il 12,9% alle interferenze della politica.

Il 92,7% degli italiani si aspetta dalla digital PA più velocità di utilizzo, il 91,4% più semplificazione delle varie procedure amministrativo-burocratiche, il 91,8% più comodità, il 90,7% più autonomia, ad esempio rispetto agli orari di ufficio, l’89,2% più trasparenza, l’88,7% più chiarezza e semplicità.

Tra i servizi più conosciuti e utilizzati, per i cittadini, al primo posto lo SPID (lo conoscono il 69,4% dei cittadini, di cui l’87,9% lo utilizza), poi la posta elettronica certificata (conosciuta dal 57,8%, utilizzata dal 78,6%), i sistemi online di prenotazione delle visite mediche (conosciuti dal 54,9%, utilizzati dal 72,8%), l’App IO (conosciuta dal 52%, utilizzata dall’86%), la firma digitale (conosciuta dal 51,6%, utilizzata dal 71,4%), il certificato di malattia online (35,8% lo conosce, il 63,2% lo utilizza). Per quel che riguarda il fisco conosce il 47,4% i sistemi online di pagamento di tasse e contributi (di cui il 72,3% li utilizza), il 42,1% il servizio online di Dichiarazione dei redditi (730/Unico precompilato) (di cui il 63,5% lo utilizza), il 36,4% la fatturazione elettronica (utilizzata dal 48,1%).

Come valutano, in sintesi, i cittadini la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione? Il 46,3% è cauto, convinto che per ora abbia generato solo miglioramenti poco rilevanti. Il 32,7% è entusiasta, perché ritiene che abbia profondamente migliorato la Pa e lo farà ancora di più in futuro. Il 21,0% è scettico, in quanto non vede benefici nell’immediato e ritiene che non ce ne saranno in futuro.

Al di là della cautela nei giudizi sulla PA digitale, per gli italiani digital life rappresenta una opportunità da sperimentare, però, in sicurezza. La sicurezza informatica, sottolinea l’analisi, è la nuova frontiera dell’esercizio del diritto alla connessione, e quest’ultimo per gli italiani deve contemplare la certezza di riservatezza e tutela da intrusioni e minacce indesiderate. Il 56,6% degli italiani (61,9% tra i giovani) teme, infatti, i rischi per la sicurezza informatica. Ci sono poi timori relativi al libero accesso alla rete dei minori (34,7%), per i rischi di dipendenza e quindi per le minacce alla salute mentale (23,7%) e per gli hater che aggrediscono le persone sul web (22%).

Chiara Ceccarelli

Tag di ricerca: PA digitale, innovazione, digitale, pubblica amministrazione, digital life, sicurezza informatica, web, connessione, Censis,

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